PERCHE’ IN MUSTANG

Il  Mustang è una regione nepalese nel cuore dell’Himalaya.Un altopiano che si estende all’infinito verso nord ed è chiuso a mezzogiorno dagli 8.000 Mt. dell’Annapurna e del Daulaghiri. Nelle rare oasi verdi sorgono i villaggi che vivono di agricoltura e pastorizia. Un tempo Lo Manthang , il villaggio fortificato più importante, era una  tappa  lungo l’importante “Via del Sale”, carovaniera che collegava il Tibet al Nepal e all’India.  Attualmente, la chiusura delle vie di comunicazione e degli scambi commerciali con il Tibet  ha reso la situazione economica del Mustang precaria. Il clima molto freddo, le condizioni di vita durissime e la totale carenza di infrastrutture rendono lo sviluppo di questa regione molto difficile. Il tasso di analfabetismo della popolazione è altissimo, soprattutto quello femminile che raggiunge punte superiori all’ 75%.  L’abate del Monastero di Namgyal preoccupato per l’impoverimento culturale  della popolazione  e desideroso di preservare la cultura tibetana e gli insegnamenti tradizionali ha iniziato da alcuni anni a raccogliere i bambini delle famiglie più povere per impartirgli un’educazione  monastica comprensiva  delle materie scolastiche  di base.

 

 Le ragioni del nostro intervento:

Il sistema educativo del Mustang nepalese ha come fondamento la dottrina buddista tibetana e, salvo rare eccezioni, non esistono altre scuole al di fuori di quelle dei monasteri e delle comunità religiose. Data la fede profonda nei confronti della religione buddista ogni genitore nutre in cuor suo la speranza che almeno uno dei figli diventi monaco, tradizionalmente il secondogenito, e si adopera in ogni modo affinché ciò avvenga.

La scuola femminile è divenuta un luogo di pace sereno e stimolante dove i ruoli femminili vengono valorizzati e non più discriminati e  dove le bambine , oltre agli studi tradizionali buddisti, possono apprendere l’inglese , il nepalese, il tibetano, la matematica, le scienze e tutte le materie di base previste nell’ordinamento scolastico locale.

La scuola favorisce il  loro pieno e libero sviluppo umano liberandole da costrizioni e convenzioni sociali che, in Nepal, continuano a privare le donne  e le bambine di ogni diritto , le discrimina  fin dalla nascita e le rende vittime di violenze ed abusi.

Queste bambine hanno finalmente  la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni e la propria libertà  perché la vocazione monastica nella cultura buddista tibetana non equivale affatto a privarsi di tutto ciò che c’è di buono nell’esistenza ma a liberarsi da mille dolorose costrizioni e realizzare la pace interiore a proprio beneficio ed a quello dell’intera comunità del Mustang.

La scuola infatti sta avendo ripercussioni positive su tutta la popolazione locale perché investire nell’educazione delle bambine, a lungo termine, è la chiave per il bene ed il progresso della società tutta. Le donne infatti  sono da sempre il perno intorno al quale  ruota la vita della collettività e come tali veri e propri catalizzatori di ogni cambiamento sociale.

Per stimolare una forte  partecipazione della popolazione locale  al progetto i responsabili della Pal Ewan Namgon Nunnery School hanno sviluppato una campagna di sensibilizzazione, presso le famiglie dei villaggi dell’Alto Mustang, sui benefici dell’istruzione alle bambine. Il risultato è stata l’immediata iscrizione di ben 16 bambine alla scuola nel primo anno. Oggi sono 45!

C’è stato inoltre un diretto coinvolgimento  di tutta la comunità nella costruzione della scuola. Non solo è stato donato da proprietari locali il terreno su cui è stata realizzata la costruzione, ma ogni donna o uomo dei villaggi limitrofi ha dato un sostanziale contributo alla realizzazione dell’edificio e dei manufatti.

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