2025
Testimonianza di Iolanda Perrone.
“Era stata una sorpresa commovente la proposta giunta dal Consiglio Direttivo dell’ASD Kinesis Nordic Walking di Conegliano nell’Assemblea dei soci del 2024, di promuovere una camminata solidale per ricordare Claudio e il progetto di Altevette in cui credeva fortemente. “Claudio c’éres” per ricordare che era stato un buon compagno di viaggio, che sapeva ascoltare e amava raccontarsi nelle sue avventure, per ricordare il suo amore per la montagna e per la sua dimensione fisica e spirituale, che spesso rappresentava una sfida con se stesso, con i propri limiti fisici e mentali. “Claudio c’éres”, così come lui era solito scrivere per dare la sua adesione alle uscite organizzate dal
Kinesis che è diventato “Claudio c’éres… per Altevette”, per sostenere il sogno che Altevette ha fatto diventare realtà: una scuola per le bambine nel Mustang, regione nel Nepal a 4200 metri di altitudine, situata a nord dei giganteschi e maestosi massicci himalaiani del Daulagiri e dell’Annapurna, ai confini del Tibet himalaiano. Quando Claudio mi apriva il suo cuore, parlava di quei luoghi, di quegli spazi infiniti e di quelle maestose vette che lo avevano rapito ed erano diventati i suoi luoghi dell’anima. Grazie a Flavio, amico e compagno di viaggi, il sogno di Altevette era diventato il suo e il nostro sogno comune. Nel giugno 2022, ancora non lo sapevamo, ma abbiamo avuto la fortuna di vivere il nostro ultimo grande e importante viaggio! Andare insieme in quei luoghi, dove lui era stato più volte, per vedere tutto il lavoro fatto in questi anni di attività, per creare una struttura sempre più rispondente ai bisogni delle bambine e per conoscere Decen Dolma, la bimba che abbiamo adottato per sostenerla nei suoi studi. Un viaggio che ti cambia la vita! Un legame profondo con la maestosità delle cime, la quiete dei boschi e l’infinito che si apre davanti agli occhi, con una realtà così lontana dalla nostra, dove ogni piccola cosa, nella sua semplicità, è accolta come un grande dono. Ora Claudio non è più fisicamente tra noi e Altevette mi ha passato il testimone all’interno dell’Associazione, con il grande onore e onere di continuare a dare un contributo alla realizzazione dei progetti di Altevette”. Iolanda
2025
Testimonianza di Fiorella Ferrario e Giuseppe Mazzoni
E’ lungo il cammino per arrivare alla scuola dall’Italia: difficile, polveroso, sconnesso a volte nemico. Però intorno hai l’immenso: i colori, i contrasti, i silenzi e le cime che ogni tanto si fanno vedere nella loro spudorata bellezza.
C’è l’altitudine che dà sempre un sottile senso di ubriacatura, che ti fa sentire sopra le righe, più fragile e più sensibile.
E c’è l’attesa di inaugurare la Biblioteca di nostro figlio. L’abbiamo voluta vicino al cielo perché lui possa guardare meglio giù e sorriderci e proteggerci.
Arriviamo finalmente e la biblioteca è là, non un progetto o un edificio in costruzione ma vera con i colori, gli arredi e i libri. La biblioteca per le bambine. La biblioteca per la scuola. La biblioteca per la gente che spero verrà numerosa a curiosare tra i libri a scegliere quale storia sognare o quale conoscenza approfondire. Poi ci sono le bambine tutte insieme e una per una. Le conosciamo al mattino alle 7 il giorno dopo l’arrivo, mentre con Francesca e Giuseppe, a colazione, distribuiamo il cioccolato e i biscotti che abbiamo portato. Hanno occhi dolcissimi e luminosi e ricevono ogni cosa con infinita grazia. Vorresti abbracciarle tutte ma hai paura di toccarle, di infrangere abitudini diverse, di invadere spazi che non ti appartengono. Allora cerchi gli sguardi perché sei sicura che gli occhi non mentono. Sai che dopo starai con loro…
E poi incontro la mia bambina: la mia dolce Ngawang, ragazza di 16 anni. Mi emoziono. Si emoziona. Siamo entrambe timide ma avremo altro tempo tra un po’. Giuseppe incontra la “sua” piccola Jamuna, otto anni, si guardano, si sorridono, iniziano a dialogare (ognuno nella sua lingua!) e a giocare senza smettere più. E’ l’incontro tra chi non vedeva l’ora di ricevere tanta tenerezza e chi non vedeva l’ora di darne altrettanta.
Poi ci sono i monaci: attenti, pacati. Anche con loro prendiamo le misure. Ma sono così gentili e così vicini che ti senti subito a casa. Dopo tanto cercare, che bello fare parte di una associazione laica che si rivolge agli altri senza nessuna pretesa di voler insegnare, di voler trasferire concetti.
I nostri Monaci sono buddisti tibetani.
Io, forse, cattolica.
Ma nessuno vuole insegnare niente. Ognuno rispetta. Ognuno cerca solo di comprende l’altro.
Ed ecco il giorno dell’inaugurazione: è tutto perfetto ed allegro. Ci sono tantissime persone venute dai paesi vicini e anche molte autorità civili.
Giuseppe, il papà di Stefano, fa un discorso emozionante che spiega come e perché abbiamo voluto questa biblioteca e racconta del nostro adorato figlio. Dopo di lui parla anche Ricky uno dei migliori amici di Stefano. Infine l’apertura ufficiale della biblioteca con il rito di benedizione tibetano e lo scioglimento dei nastri. Voglio chiudere non con le nostre parole ma con il pensiero di Gyatso Lama che insieme a Francesca, Tenzing e noi, tanto ha lavorato per progettare e realizzare questa biblioteca in poco meno di un anno:
“Yesterday, at 4,200 meters above sea level in the peaceful valley of Upper Mustang, I experienced a truly emotional and unforgettable moment — the inauguration of Stefano’s Library at Pal Ewam Namgyal Monastic Secondary School.
This library is not just a structure of books — it is a home of love, a space of memory and a gift of hope for generations to come. Built in loving memory of our dear Stefano, it reflects his kind soul and the powerful legacy he leaves behind….. Today, we didn’t just open a library. We opened our hearts — across borders, cultures and lifetimes.
Thank you, dear Stefano. Your light will forever guide the children of Mustang”
Fiorella e Giuseppe
2024
Quando ci è stato detto che saremmo andati in Mustang, in Nepal a visitare una scuola femminile non ci potevamo credere.
Siamo stati travolti da tante emozioni, talvolta anche contrastanti, che hanno occupato i mesi precedenti alla partenza.
Tra tanta curiosità e frenesia, ma anche un po’ di sana agitazione, siamo arrivati alla Pal Ewam Namgyal Monastic Secondary School e, grazie alla calorosa accoglienza dello staff ma soprattutto delle bambine, tutti i “se” e i “ma” che un’esperienza del genere porta con sé sono spariti. Al loro posto sono sorte in noi emozioni che non potevamo nemmeno immaginare: le ragazze ci hanno riempito il cuore, segnandoci per sempre.
Ringraziamo per questo Altevette che, in collaborazione con l’Istituto Zaccaria e l’Università Cattolica, ci ha permesso di vivere quest’esperienza e per sostenere l’educazione di queste ragazze che non dimenticheremo mai.
Giulia e Mattia, ambasciatori dell’Istituto Zaccaria e “fratelli” adottivi di una splendida bambina
2023
In Mustang ci siamo stati molte volte, Fereidoun e Francesca ormai lo conoscono a memoria, per Flavio e per noi è la seconda volta, ma crediamo di poter dire che ogni volta è “diverso”. Vuoi per il tempo, vuoi perché la scuola è sempre più grande e bella, vuoi perché … è un luogo che ti prende e come ti senti dentro influisce su come lo vedi.
Quest’anno è magico, c’è stata l’inaugurazione solenne di tutto il complesso scolastico e per l’occasione abbiamo avuto la fortuna di partecipare alle celebrazioni di sua HH il 42imo Sakya Trizin e del Venerabile Khenpo Tsewang. Francesca, come Presidente di Altevette, ha ricevuto i ringraziamenti per l’impegno di questi ultimi 12 anni nella realizzazione dell’intero complesso scolastico e per il mantenimento agli studi di 55 bambine. Una cerimonia molto articolata e pervasa di gratitudine che ci riempie il cuore.
Saranno stati presenti più di 4.000 persone provenienti da tutto l’Alto Mustang per partecipare alle cerimonie ed è stata un’esperienza unica.
Le bambine, molte delle quali orma cresciute, sono sempre più affettuose e vedono in noi di Altevette i testimoni dei “genitori” adottivi.
Marco e Irene, soci di Altevette
2022
La testimonianza di Jolanda e Claudio, nostri soci che hanno partecipato alla delegazione di Altevette che si è recata in Mustang la scorsa estate.
“Da 5 anni io e Claudio abbiamo l’onore di far parte di questa associazione. Per lui era una realtà conosciuta di persona in un precedente viaggio in Mustang, per me solo attraverso i suoi racconti.
In giugno si è concretizzata la possibilità di vedere in prima persona cosa vuol dire vivere in quelle terre così dure, a 4200 metri di altitudine, senza le comodità alle quali siamo abituati: niente acqua e bagno in casa, elettricità solo per alcune ore, lavarsi nel ruscello. Abbiamo affrontato un viaggio non facile, centinaia di km in jeep in sentieri “carrabili” da panico, spesso a strapiombo sulle montagne… Ma ne è valsa la pena!
L’arrivo è sempre stato avvolto da una calda accoglienza da parte di tutti!
Abbiamo gioito insieme dei grandi lavori fatti in questi anni, della costruzione delle nuove aule e abbiamo condiviso nuove idee per l’acquisto di banchi e sedie più ergonomiche per agevolare lo studio nelle classi. Siamo rimasti stupiti di fronte alla bellissima aula multifunzionale – dove raccogliersi anche in preghiera – e alla cura con cui era stato costruito un nuovo stabile, per accogliere gli ospiti.
Le bambine sono ormai più di 50 e le classi sono arrivate fino alla decima (la seconda superiore). Abbiamo ascoltato i desideri e i sogni delle ragazze più grandi per progettare i futuri interventi! Francesca e Ketty hanno buttato i semi per vedere anche come ampliare l’offerta scolastica fino alla conclusione delle Scuole superiori.
Ma questo viaggio era nato soprattutto sulla spinta di conoscere le bambine. Abbiamo condiviso molti momenti della giornata: abbiamo mangiato, nella grande e accogliente sala da pranzo, i tipici piatti della cucina nepalese/tibetana; abbiamo disegnato e giocato con loro; abbiamo comunicato con gli sguardi quando le parole non ci aiutavano; abbiamo partecipato a qualche lezione e guardato, increduli, i loro quaderni ammirando la cura e la precisione con cui scrivevano in tre lingue. Abbiamo gioito della gratitudine che si leggeva nei loro occhi nel ricevere i regali fatti dagli sponsor contattati o donati dai genitori… nuove maglie, felpe, colori, penne… Erano felicissime
E poi conoscere Dechen Dolma, la dolcissima e bellissima bimba di 10 anni della quale sponsorizziamo gli studi. Arrivata nel novembre dello scorso anno, ormai legge e scrive in nepalese, inglese e tibetano. In noi troverà il sostegno economico e affettivo per vivere e proseguire il suo percorso scolastico fino alle superiori, per offrirle la possibilità di fare da grande quello che la renderà più felice.
Difficile spiegare a parole le forti e belle emozioni provate e che ci portiamo ancora dentro… Queste bimbe ci hanno preso il cuore!”
Iolanda e Claudio, soci di Altevette
